La vera Grecia: I racconti di Alfonso

I greci e le tasse – Les jeux sont faits

I greci e le tasse, scontrini fiscali nelle isole greche

Sulle tasse in generale non ho molto da dire anche se ci sarebbe molto da dire ma anche per buttarla sul ridere ci vuole competenza e io non ce l’ho; sugli scontrini invece…

Ci sono delle cose che non piace fare ma che bisogna fare, come quella di andare dal dentista – cui tutti noi auguriamo di morire di fame per mancanza di clienti – ma dove tutti noi andiamo per farci curare i denti, se non vogliamo soffrire le pene dell’inferno: non ci piace ma lo facciamo.

Ci sono cose che preferiremmo evitare di fare ma che alle volte non possiamo fare a meno di fare, come quella di usare una toilette di un locale pubblico, di certi locali pubblici, ma se vogliamo evitare di farcela addosso, non abbiamo altra scelta: non ci piace ma lo facciamo.

Ci sono delle cose che dovremmo fare ma che se non ci costringessero a farle non faremmo mai, come quella di pagare le tasse.

Certo, esistono dei popoli, almeno così si dice, che rendendosi conto che se vuoi dei servizi pubblici, dalla scuola alla sanità, le tasse sono necessarie e pagarle, oltre che giusto, è anche utile, ma se ci sono questi popoli, non abitano le sponde del Mare Nostrum.

Quindi, con le premessa che almeno in questo noi e loro siamo molto più simili che in altri aspetti, parliamo di loro.

Ideologicamente il pagare le tasse è considerato un sopruso, un’ ingiusta imposizione della volontà del governo, di qualsiasi colore esso sia, che lede i nostri legittimi diritti e interessi.

Il diritto è quello alla felicità e siccome pagare le tasse mi rende infelice i conti tornano, per quanto riguarda gli interessi, battere uno scontrino ha due effetti perversi, devi pagare l’IVA allo stesso associata e devi dichiarare l’incasso con conseguenti tasse sull’utile, per cui è comprensibile la ritrosia dei battitore, che farebbero carte false per limitare al minimo indispensabile il danno.

Per evitare perniciose generalizzazioni parlo di isole e di ristoranti, materie nelle quali posso vantare una certa esperienza.
Isole vuol dire che di norma i controlli fiscali vengono fatti da ispettori che arrivano “da fuori”, da un’isola più grande o dal continente, il che significa che fino a quando non arrivano si batte il minimo sindacale.
Quando arrivano, e il quando arrivano è noto per misteriose vie sulle quali non è il caso di indagare, allora con telefonate, sms e messaggini, alle volte corredati da foto degli indesiderati visitatori, tutti vengono informati e tutti si mettono all’erta, ne vengono seguite le tracce passo passo “sono entrati da Thanassis” oppure “stanno uscendo da Spiros”, gli incassi ufficiali in quei giorni schizzano in alto per poi ricadere in basso quando il pericolo è passato e loro sono ripartiti.

Ma questi sono mezzucci da tavernieri, chi invece ha giri d’affari importanti si è scoperto che ha escogitato sistemi più sofisticati ma a questo punto occorre fare un passo indietro.

Lo avrete notato anche voi che quando andate a mangiare prima del cibo vi mettono sul tavolo un bicchierino con dentro lo scontrino? Ve lo chiedo perché un nostro cliente ci ha fatto su questa faccenda una recensione negativa sostenendo che in tanti anni di Grecia mai gli era capitata una cosa simile!

Bene, il controllo in genere si limita ad una verifica che su tutti i tavoli ci siano gli scontrini e che quello che è battuto corrisponda all’ordinato, se tutto è a posto, grazie e arrivederci.
Ma quello che poi viene dichiarato è quello che compare su un duplicato degli scontrini da allegare alla denuncia e se si trova un sistema, e si trova perché qualcuno anche, soprattutto, tra i nomi famosi è stato beccato a barare alla grande, se si trova un sistema per evitare che tutti gli scontrini siano duplicati il gioco è fatto!

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Autore: Alfonso Lamartina, che da alcuni anni vive a Naxos, dove, con la moglie Dolly, gestisce il B&B LA CASA DI DOLLY

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