La vera Grecia: I racconti di Alfonso

I greci e il matrimonio: a ciascuno la propria croce

I greci e il matrimonio: a ciascuno la propria croce

Al contrario della cattolica, la chiesa ortodossa é piuttosto tollerante in fatto di matrimoni, visto che fino a tre volte consecutivamente, ma non contemporaneamente, ci si può sposare prima di convincersi che se errare é umano, perseverare é diabolico.


Ho avuto la ventura di essere attore in un matrimonio, anche se nel ruolo complementare di quello che da noi sarebbe il testimone ma che qui é il “compare” che, recitato in greco, é un ruolo molto più importante e senza limiti temporali.
Il compare, oltre agli obblighi relativi alla cerimonia, di cui parlerò dopo, si assume vita natural durante, sua, del matrimonio e della sposa, l’onore e l’onere di ricordarsi con un dono di tutte le ricorrenze, dagli anniversari di qualsiasi genere all’ onomastico della signora, dalle feste comandate alle nascite: a compenso di queste fatiche gli tocca, secondo un detto popolare rimato, un affettuoso incontro, definiamolo così, con la comare una volta la settimana.


Per buona pace delle due famiglie coinvolte in questa vicenda non ho ottemperato fino in fondo ai miei doveri, evitando così di pesare sul bilancio familiare, e non ho fatto valere fino in fondo i miei diritti, non chiedendo né tanto meno ricevendo alcun compenso in natura, d’altra parte ritenendomi un gentiluomo di stampo antico non potrei in ogni caso dichiarare altro che quanto detto!


Qualche giorno prima del matrimonio, riunione dei parenti e amici in casa dei futuri sposi, con balli, brindisi e smangiucchiamenti vari per l’inaugurazione del talamo; la speranza di lustrarmi gli occhi con uno spettacolo hard dal vivo viene delusa dalla realtà: niente sesso ma denaro, denaro buttato sul letto dai presenti e che servirà per aiutare la coppia nelle sue prime necessità.


Ovviamente le usanze, matrimoniali e non, variano da regione a regione e quindi non necessariamente quanto da me descritto perché vissuto, lo ritroverete nella vostra esperienza.

Dal film: Il mio grosso grasso matrimonio greco


Un breve, estemporaneo e incompleto addestramento al ruolo di compare mi ha portato in chiesa il giorno del matrimonio che non può essere celebrato “mai di domenica”.


All’ora fissata ovviamente non solo eravamo in pochi gatti presenti, ma la chiesa era ancora tutta da sistemare; conformemente alle abitudini locali, un’oretta dopo tutto era a posto e io impalato davanti all’ altare accanto alla mia sfavillante compara.
Papa in pompa magna, Vangelo improvvisamente e ripetutamente schiaffatomi sul viso per, ho dedotto, i bacetti di rito; assaggino del vino; triplo scambio degli anelli agli sposi, con doppio avvitamento incrociato, mentre la compara del marito della mia compara (l’altra testimone insomma) si sarebbe più tardi esibita nello stesso tipo di esercizio con le coroncine degli sposi.


Per vostra cultura, la fede, l’anello nuziale che da noi si porta sulla sinistra qui viene indossato sulla destra; in quanto alle coroncine poi si tratta di due coroncine sintetiche che simulano quelle agresti di un tempo, due rametti con foglie e bacche bianche fatti a cerchio che durante una fase della cerimonia vengono posti sul capo della coppia e che poi vengono conservate per sempre in apposite custodie.


Finita la cerimonia, sposi compari e genitori nell’ ordine, ci siamo schierati davanti la porta della chiesa e un paio di centinaia di persone ci sono sfilate davanti stringendoci la mano, felicitandosi e congratulandosi, suppongo, e contemporaneamente facendo scivolare nelle tasche dello sposo un po’ di quattrini.
Un invitato particolarmente generoso e forse consapevole che anche il compare ha le sue spese, ha fatto cadere il suo contributo anche nelle mie tasche ed io ho apprezzato molto il gesto.


Dalla chiesa infine, e dimenticavo che tutta la cerimonia si é svolta nel tardo pomeriggio, tutti in taverna dove fino a tarda notte ci siamo, e sottolineo il “ci”, scatenati in furibondi balli di gruppo con musica dal vivo piluccando ogni tanto le varie portate della cena che intanto incartapecorivano sui tavoli.

a ciascuno la propria croce: i greci e il matrimonio
i greci e il matrimonio


Quello che succede dopo (a parte il fatto che quasi certamente é successo anche prima, ma sono fatti loro) non dovrebbe entrare in queste note se non fosse perché tra gli obblighi del compare c’é anche quello di tenere a battesimo il primogenito della coppia “accomparata” e qui qualche problemino potrei avercelo.


Molto tempo dopo, e da persone non direttamente interessate, è stato posto il quesito di come io, che ortodosso non sono (e non solo in senso religioso) abbia potuto fare il compare: ovviamente non c’é stata risposta, ma se la mia compara avesse bisogno in futuro di un cavillo per fare marcia indietro non deve fare altro che dirmelo.


Ed è successo (come era facile immaginare?) e a matrimonio annullato sono sicuro che vi chiederete che fine faranno i miei rapporti con la compara, manterrò ancora il mio settimanale diritto-dovere almeno fino a quando con un nuovo matrimonio un nuovo compare non prenderà il mio posto?


Per i noti motivi di privacy purtroppo non lo saprete mai, almeno dalla mia penna.


Autore: Alfonso Lamartina, che da alcuni anni vive a Naxos, dove, con la moglie Dolly, gestisce il B&B LA CASA DI DOLLY

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