I racconti di Alfonso

Tassisti di Atene… o dell’esistenza di Dio

Taxi ad Atene

Rìcevo e molto volentieri pubblico questo simpatico racconto di Alfonso Lamartina sulla vita quotidiana ad Atene, stavolta parliamo di taxi e tassisti 😉

Certo, da turisti non a tutti capita di fare esperienze complete, diciamo così, di vita greca, per cui non a tutti è capitato di prendere un taxi e se è capitato lo è stato in condizioni normali, al parcheggio del porto o dell’aeroporto all’arrivo e chiamato alla porta dell’hotel, o quel che è, da qualcuno.


Ma le auto gialle, anche se non ovunque sono gialle, meritano un racconto tutto loro perché i taxi sono una infinità e hanno, nello scenario del rapporto greco-auto, una loro specifica e caratteristica collocazione.
Estremizzando, come sempre d’altra parte, e ogni tanto può essere utile ricordarlo anche per non incorrere nelle ire di qualcuno, si può dire che più che essere il taxi al servizio del passeggero è esattamente al contrario essendo il tassista che “sceglie” la sua preda.


Ma caliamoci per un attimo in una scena di vita quotidiana: siamo usciti dal cinema e cerchiamo un taxi per tornare a casa e l’unica cosa da fare è mettersi in mezzo alla strada, possibilmente nel verso giusto per andare a casa, e cominciare a fare cenni, prima fiduciosi e poi disperati, a tutti i taxi che passano che di norma hanno già altri passeggeri a bordo per cui rallentano, tu gli urli la tua destinazione e lui, il tassista, quasi sempre riaccelera senza degnarti di una parola.


E sì qui, e parlo di Atene dove ho vissuto a lungo, i taxi fanno servizio multiplo, nel senso che raccolgono più clienti strada facendo che vadano più o meno nella stessa direzione per cui, se non è la tua, devi aspettare che passi quello giusto, ma succede anche che il taxi è vuoto, si accosta, ascolta la tua richiesta e… idem come sopra dato che non gli piace dove vuoi andare, magari perché si approssima la fine del turno e non vuole trovarsi a casa del diavolo oppure perché non la ritiene una rotta economicamente conveniente.

Taxi Atene
Taxi Atene


Quello sterminato agglomerato urbano che convenzionalmente chiamiamo Atene, dove secondo i numeri ufficiali vive un terzo di tutti i greci, ma probabilmente ci si avvicina alla metà se si considera il diffuso vezzo di vivere qui e mantenere la residenza nel paese di origine, in realtà è una cooperativa formata da una cinquantina di città e cittadine di cui Atene è la più prestigiosa certamente ma dove vive poco più di un quinto degli “ateniesi” per cui al tassista devi urlare il nome della cittadina dove vuoi andare, Marussi… Papagou… Nea Ionia… rimandando a dopo i dettagli sulla via e il civico.


Visto il tipo di servizio, e visto che i taxi si prendono, si tenta di prenderli, al volo, l’andatura degli stessi é, come dire, incespicante: continue fermate per ascoltare le richieste dell’aspirante utente ai bordi della strada, ripartenza per fermarsi qualche metro dopo, attraversamenti repentini se il bisognoso é sull’altro lato della carreggiata, improvvise stoppate per far scendere il passeggero, recuperare il bagaglio, prendere i soldi, dare il resto attardandosi nella speranza di trasformarlo in mancia, esitare nel rilasciare la ricevuta.

L’effetto di tutto questo è che, contrariamente a quello che avviene in tutto il resto dell’universo, quando per uno sciopero i taxi scompaiono dalla circolazione, il traffico ne trae subito beneficio.


Sulle disavventure che poi possono capitarvi andando in taxi non mi dilungo ricordando solo che, anche se normalmente sono a buon mercato i prezzi ed onesti guidatori, la tentazione di bidonare lo straniero può serpeggiare nella mente di qualche furbacchione anche perché, pur se vi dovessero chiedere il doppio del giusto voi difficilmente ve ne accorgereste essendo abituati a ben altre ed alte italiche tariffe.


Parlando di taxi e tassisti non posso non ricordare poi a volo gli episodi più gustosi che hanno visto coinvolta la mia signora la quale, spulciando fior da fiore, è stata portata a prendere un caffè da un tassista in attesa che il traffico diventasse più fluido; è stata costretta a spingere il taxi che era rimasto in panne ed abbandonata a terra quando lo stesso si è spannato; si è dovuta sorbire una lunga tiritera sulla vocazione troiana delle italiche femmine da un tassista italofono che dalla sua travagliata convivenza con una italiana aveva tratto la conclusione che tutte buttane sono le nostre virtuose signore, e qui mi fermo.


Per concludere il tassista era ed è il padrone incontrastato e incontrastabile delle strade portando acqua al mulino di chi vuole dimostrare che Dio non esiste, e non esiste perché se esistesse già da un pezzo ne avrebbe sterminato la genia dei tassisti, quanto meno di quelli ateniesi!

L’autore di questo istruttivo e divertente racconto è Alfonso Lamartina, che da alcuni anni vive a Naxos, dove, con la moglie Dolly, gestisce il B&B LA CASA DI DOLLY

Leggi anche: I GRECI E L’AUTOMOBILE 😉

Alfonso Lamartina in una foto di alcuni anni fa

Foto di copertina dell’amico Bessis Nick, tassista ad Atene 😉

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