Dodecaneso e isole del Nord Est Egeo

Karpathos: Olympos, dove il tempo si è fermato

I pavoni di gesso sul balconcino bianco guardano in direzioni opposte: quello a destra osserva il flusso dei turisti che arrancano lungo gli stretti vicoli di Olympos, mentre il suo gemello è destinato per sempre ad esplorare l’orizzonte, in attesa che una colonia di delfini spezzi il moto ipnotico delle onde che si infrangono sulla riva.

Il tempo sembra essersi fermato in questo villaggio del nord di Karpathos, ma un attento osservatore noterà i sinuosi movimenti dei gatti che si acquattano famelici sotto ai tavoli dei ristoranti, vedrà gli angoli dei panni sui quali sono stesi ad essiccare i makarounes sventolare sotto le raffiche del Meltemi e sorriderà dell’indecisione degli acquirenti di calamite, che ruotano freneticamente i pannelli alla ricerca della più originale tra quelle esposte.

I Makarounes (un tipo di pasta fresca) messi ad essiccare

Nel piazzale all’ingresso del paesino gli autisti di autobus sono esperti nel manovrare i mezzi schivando auto, motorini e piccole rocce che rotolano dalle cime delle montagne intorno; le escursioni devono seguire un preciso ritmo per consentire ai visitatori di godersi una giornata nella parte dell’isola che più delle altre è riuscita a mantenere le proprie origini.

Maria

Lo sa bene Maria, che da oltre vent’anni aiuta il figlio a gestire uno dei primi negozi che si incontrano all’ingresso di Olympos, posizionato in un incantevole angolo con vista mozzafiato sulla vallata. Non sono previsti giorni di riposo durante la stagione turistica, è consapevole che tutto quello che ricaveranno dalla vendita di souvenirs dovrà bastare alle esigenze della famiglia per tutto l’anno; durante i mesi freddi i visitatori scarseggiano e le forti piogge rendono difficoltoso il tragitto fino al borgo, anche se la strada asfaltata pochi anni fa l’ha reso più agevole rispetto ad una volta.

Mentre il paese si sveglia con il profumo del pane appena sfornato, lei si prepara indossando l’abito tradizionale nero, con una semplice camicia bianca che si intravede appena sotto; durante le occasioni speciali e le ricorrenze invece sfoggerà un corpetto sul quale avrà ricamato rigorosamente a mano dei fiori dai colori sgargianti. Sul capo, a nascondere completamente i capelli canuti, una sorta di fazzoletto girato più volte intorno alla testa, come un turbante. Nessun accessorio è però più bello e prezioso del suo sorriso, che si allarga non appena ci si rivolge a lei in italiano, lingua che ha studiato da piccola quando l’isola era conosciuta come Scarpanto, e nei suoi occhi limpidi si intravede la felicità dei ricordi di sé bambina.

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