I racconti di Alfonso

I greci e l’automobile

I greci e l'automobile

Racconto di Alfonso Lamartina.

A memoria mi pare che in tutti i campi, dalle arti alle scienze, dalla letteratura agli affari, si può trovare un nome greco di una certa rilevanza internazionale e, per fare un esempio, l’universalmente noto Pap-test non prende il suo nome da una misteriosa sigla, ma più semplicemente dalla abbreviazione dell’altrimenti troppo lungo test di Papanikolaou.

Tutto questo preambolo per porre ai miei lettori un quesito: avete mai sentito parlare di un corridore automobilista greco? La risposta non può che essere no, essendoci una totale e inguaribile “incompatibilità di carattere”, se così si può definire, tra l’uomo e il mezzo.

L’auto può essere lanciata a folle velocità sulle strade urbane, quando si ha la ventura di essere in pole-position al semaforo e la coda al successivo non è troppo lunga, oppure procedere a velocità lumachevole, fermandosi dove capita per l’acquisto di sigarette e giornali, bloccando tutti o almeno costringendoli a contorcimenti inauditi per superare l’ostacolo.

Una specialità che non si può perdere, anche volendo, é l’ingorgo ad incastro multiplo che, semaforo o no, si può formare e spesso si forma spontaneamente in qualsiasi incrocio purché siano presenti contemporaneamente almeno tre auto.

Altrettanto gustosa può essere l’esperienza del parcheggio “a tonnara”: ci si può muovere all’interno dello stesso ma non si può uscire essendo stato l’ultimo varco verso il mondo libero bloccato dall’ultimo pirla arrivato che non si é chiesto come mai avesse avuto la fortuna, proprio lui, di trovare quel posticino così comodo in mezzo alla muraglia esterna dei parcheggiati.

.A proposito di parcheggio, qualunque posto è buono per lasciare l’auto non importa quali saranno i disagi ai quali andranno incontro i posteggianti e per nulla curandosi di quelli che potranno procurare agli altri; solo nelle zone centrali della città il deterrente della asportazione delle targhe e successive complicazioni riesce a costringere al rispetto di elementari norme di buon senso.

I semafori di norma vengono rispettati, ma il rosso deve essersi ben consolidato prima che il flusso si arresti qualche metro dopo lo stesso; arrestarsi al giallo anche quando l’incrocio é già intasato é sicura fonte di irritazione per chi segue; il cambio del colore viene comunicato alle prime file, che non potrebbero vederlo visto che sono andate oltre, dallo strombazzare di chi è dietro: il primo che suona é quello in fondo che non ha alcuna speranza di attraversamento se non dopo due o tre cicli semaforici.

I sensi unici, quelli secondari, sono facoltativi e nessuno se ne avrà a male se per farvi passare, pur se contromano, dovrà fare un po’ di manovre.

Favoriti dal bel tempo quando c’è, costretti dal traffico sempre, moto e motorini si sono moltiplicati a dismisura e sciamano, correndo e facendo correre i brividi, infilandosi in ogni interstizio delle compatte colonne automobilistiche, occupando le prime file ai semafori pronti alla partenza a bruciare sullo scatto le auto in queste strane competizioni motoristiche che nessuna federazione sportiva vuole ancora riconoscere.

Adesso che anche voi vi siete fatti una immagine di come vanno le cose, torniamo alla nostra ipotetica corsa di auto e provate ad immaginare la scena: le vetture sono schierate al via in attesa dello scatto al semaforo verde; le posizioni sono state definite il giorno prima spaccando i millesimi di secondo nelle prove; improvvisamente, a semaforo rosso, dal fondo delle file un’auto si muove zigzagando e incuneandosi dove e come può fino a portarsi davanti a tutti e ben oltre il semaforo: è il pilota greco che segue la normale procedura di partenza in tutti i semafori ateniesi ed è per questo che, secondo me, non si è mai visto un pilota greco in nessuna gara automobilistica!

L’autore di questo istruttivo e divertente racconto è Alfonso Lamartina, che da alcuni anni vive a Naxos, dove, con la moglie Dolly, gestisce il B&B LA CASA DI DOLLY

Alfonso Lamartina
Alfonso in una foto di alcuni anni fa 😁

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10 commenti su “I greci e l’automobile

  1. Il parcheggio “a tonnara” mi è appena capitato qui in Italia… i pensieri sono stati gli stessi di quelli rivolti ai greci dall’autore! Come si suol dire:”Tutto il mondo è paese!”

  2. ahahahaha! E io che pensavo che questo succedesse solo con i motorini. Fortissimo questo post.

  3. Sto morendo dalle risate, le scene che descrive Antonio sono a dir poco esilaranti e a volte mi ricordano i Messinesi (non me ne vogliate ma anche loro preferiscono mettersi dopo il semaforo aspettando che qualcuno da dietro gli suoni per confermargli che è scattato il verde!)

  4. Ma davvero è così terribile? Ad Atene ci sono stata solo di passaggio, è vero, ma a Rodi non ricordo particolari problemi… a parte le capre che s’infischiavano delle strade e stazionavano al centro della carreggiata dietro ogni curva… va beh, ho capito: sono greche. 😉

  5. claudiaemattia

    Io e mio marito non siamo mai felici quando dobbiamo noleggiare una macchina all’estero.

  6. Troppo ridere! Quando a Paros tentai di noleggiare un’auto il signore mi disse: “signorina, abbiamo delle macchine piccole, altrimenti se vuole andare sul grande abbiamo una Panda!” Risi a crepapelle, per loro la Panda era al pari di un piccolo suv!

  7. Molto divertente questo post mi viene voglia di guidare io che preferisci spostarmi solo con le mie gambe!

  8. Bellissimo e molto divertente il racconto di Lamartina 😂 non ho mai guidato auto in Grecia per fortuna ☺️☺️☺️

  9. Ah ah….ora però aspetto l’autore del post a Napoli.

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